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I traumi nella caviglia del Runner

 

Mediamente si procura più traumi a ginocchia e caviglie il runner che corre “lentamente” o quello che corre “velocemente”?

A differenza di ciò che il nostro cervello è portato a pensare, i traumi più frequenti si registrano maggiormente in atleti che corrono lentamente.

Perché?
In realtà le cause sono assai diverse, ma tutte ben collegate tra loro.
Il principale motivo è legato al tempo di contatto fra piede e suolo: negli atleti che corrono a intensità bassa, infatti, il piede ha una fase di appoggio/adesione a terra decisamente più lunga rispetto a coloro che corrono con maggior velocità.
I classici amatori, ad esempio, abitualmente corrono sempre la stessa distanza mantenendo una velocità costante, il che si traduce in lavoro a bassa intensità ed alto volume. Questo, oltre a creare maggiori danni mio-tendinei, genera una minor  risposta elastica del complesso della caviglia (Stiffness, in gergo tecnico); mentre la catena ascendente viene messa fortemente sotto stress meccanico, soprattutto per quanto riguarda il piede e la ripartizione delle forze di carico sul ginocchio.

Coloro che hanno pochissima modulazione degli allenamenti (ovvero chi non fa mai VO2max, lavori in soglia anaerobica e lavori alattacidi in salita) hanno una cultura di corsa pressoché nulla.
Le andature e tecniche di corsa classiche, in cui si insiste sulla velocità di risposta del piede al suolo, oltre al tenere il piede a martello (dorsiflessione); servono proprio per migliorare la risposta del sistema mio-tendineo e l’acquisizione di pattern motori più consoni al gesto atletico.

Allenati meglio che è meglio!

Marco Dalessandro

Dottore in scienze motorie

Trainer centri OmniaFit