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Donne e massa muscolare: la storia infinita del “Non voglio diventare grossa”

 

E’ dato di fatto, dimostrato scientificamente, quanto sia importante la percentuale di massa magra nel consumo calorico complessivo generato dal nostro metabolismo basale e, conseguentemente, al dimagrimentoE’ altrettanto appurato come i miociti, le fibre muscolari, essendo avidi di zuccheri, contribuiscano in maniera estremamente efficace a mantenere costante la glicemia e, di conseguenza, promuovere il consumo di grassi a fini energetici

Come detto, la strategia principale, che consentirà il calo ponderale, sarà quella di abbinare ad un’alimentazione bilanciata, un allenamento indirizzato all’aumento della densità e percentuale muscolare, con risultati estetici, estremamente (e fortunatamente) diversi tra uomo e donna. 

 

L’incremento della massa muscolare è strettamente correlato alla capacità di produzione, ed al suo quantitativo nel sangue, del testosterone, ormone (sostanza chimica che serve a trasmettere informazioni da una cellula ad un’altra) in grado di aumentare la sintesi proteica e, per tale motivo, influenzare la percentuale di massa magra presente in un individuo. 

Non è quindi possibile ottenere aumenti significativi di tale apparato se non in presenza di una quantità adeguata di questa sostanza, insieme, ma non è scopo di  quest’articolo la loro trattazione, a numerosi altri fattori. 

 

IL TESTOSTERONE E L’ENZIMA AROMATASI

La produzione di testosterone libero nel sangue può arrivare ad una differenza dalle 50 alle 100 volte in meno nel sesso femminile rispetto a quello maschile. 

Questo è dovuto principalmente a due particolarità: Sia alla minore capacità di produzione da parte della donna; sia alla presenza dell’enzima aromatasi (un enzima è, nella stragrande maggioranza dei casi, una proteina che ricopre il ruolo di catalizzatore nelle reazioni fisiologiche, aumentando di molto la velocità con cui vengono effettuate) che ha il compito di trasformare il testosterone libero in estradiolo (un ormone tipicamente femminile con funzioni sessuali primarie, legate prettamente alla riproduzione, e secondarie, come la caratteristica conformazione corporea con deposizione di adipe in zone preferenziali come seno, fianchi e cosce). Mi preme anche sottolineare, dato che ci servirà riprendere l’informazione tra poco, come l’aromatasi si concentri maggiormente nelle zone adipose. 

Quindi, per completare il ragionamento, le donne producono pochissimo testosterone, fino a 100 volte in meno rispetto ad un uomo; l’enzima aromatasi converte una parte del poco testosterone presente in qualcos’altro, diminuendo ulteriormente il suo valore, già bassissimo; più una donna è in sovrappeso, maggiore sarà la presenza dell’enzima aromatasi che diminuirà ulteriormente la presenza del testosterone. 

 

L’ALLENAMENTO FEMMINILE COI SOVRACCARICHI

Le foto reperibili in rete, relative ad atlete del body building hard, con fisici incredibilmente muscolosi ed assolutamente mascolinizzati, non rappresentano risultati raggiungibili col semplice allenamento. Tali livelli non possono essere ottenuti senza l’utilizzo di sostanze anabolizzanti e, questo, dovrebbe tranquillizzare le lettrici riguardo l’ impossibilità di poter involontariamente conseguire livelli estetici di un certo tipo. 

Per tutti questi motivi, qualunque donna, ancora di più se in marcato sovrappeso, che intenda dimagrire, non riuscirà e non rischierà di diventare muscolosa, allenandosi con sovraccarichi (ossia l’allenamento con i pesi). Questo non potrà accadere per incontrovertibili motivi fisiologici e biochimici. 

Quindi, cominciate subito il vostro allenamento. Con sovraccarichi! 

 

Enzo Raco

Dottore in scienze motorie

Direttore tecnico centri OmniaFit